mercoledì 2 giugno 2010

Notizie dal Nepal: Costituzione e Maoisti


Dopo la proroga di un anno concessa alla Costituente il 28 maggio il paese continua a vacillare.
Nonostante l'accorato appello de segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon verso un sano equilibrio politico la situazione rimane tesa.
Il primo ministro Madhav Kumar Nepal aveva promesso le dimissioni se si fosse arrivati ad un accordo per quanto riguarda i lavori della Costituzione.
Le dimissioni pero' hanno un prezzo: ancora una volta torna, come nel maggio del 2009, la richiesta del premier sul disarmo degli ex guerriglieri maoisti nonche' la restituzione dei territori sottratti ai civili durante i 10 anni di guerra civile.
Gli accordi verso la formazione di un nuovo governo, dopo le dimissioni di Nepal, prevedono la partecipazione degli ex ribelli maoisti saliti al potere nel 2008.
Il reintegro degli ex guerriglieri nell'esercito regolare richiesto da Prachanda, leader maoista, era stato uno dei motivi scatenanti della crisi di governo dello scorso anno.
Se entro domani il premier non si dimettera' i maoisti, primo partito in Nepal, minacciano nuovi disagi e scioperi simili, se non superiori, a quelli che hanno bloccato il paese all'inizio di maggio.
Proprio il 28 maggio il paese ha festeggiato i 2 anni di Repubblica e il Presidente ha chiesto pace e collaborazione. Mentre i fondamentalisti indu' richiedono il ritorno della monarchia, i lavori della Costituente si protraggono. Il progetto della Costituzione del popolo prevede un presidente all'esecutivo e un Parlamento democratico composto da un'unica camera rappresentante i 12 stati federali.

lunedì 24 maggio 2010

Nepal esplosivo


Mentre i media si interessano all’assurda impresa del tredicenne che ha scalato l’Everest, in Nepal arriva il primo avviso del monsone e la situazione politica si fa sempre più tesa. Sabato pomeriggio è scoppiata una bomba davanti alla sede dell’Assemblea Costituente. Ricordiamo che i lavori per la preparazione del testo sono scaduti ieri, 24 maggio anche se si prospetta una nuova data, il 28 maggio. La bomba, esplosa intorno alle 5 del pomeriggio, non ha causato vittime. La polizia ho trovato un ordigno simile, fortunatamente non esploso, nei pressi della sede governativa.
Il gesto terroristico è stato rivendicato dal Dynamic Youth Forum, un movimento di insurrezione giovanile fino a questo momento poco attivo nel paese.
Il governo del Nepal, appoggiato da una quindicina di formazioni politiche, è sottoposto alla pressione del Partito comunista del Nepal (Ucpn, maoista), che è il più importante del Paese e che attualmente è all'opposizione, sembra non essere in grado di superare questa empasse politica. Gli scioperi dell’inizio del mese hanno solo creato disagi alla popolazione avvicinando il rischio di una possibile guerra civile.
Il ricordo italiano va agli ani della Resistenza, al momento in cui l’idea di Repubblica era lontana e la Costituente doveva ancora venire alla luce. In quegli anni Togliatti capì che era necessario mettere da parte le marcate differenze ideologiche e politiche, che era necessario, per il paese, avviare un governo di unità nazionale.
La situazione del Nepal è senza dubbio più complicata ma ci auguriamo di poter desiderare anche per il paese himalayano una futura intesa che appiani momentaneamente le divergenze per costruire quella democrazia che oggi appare tanto lontana.
Nel clima di indecisione politica che ha portato la Repubblica si fanno avanti i nostalgici della monarchia, sopratutto i fondamentalisti indù. I movimenti ultraortodossi si riuniscono in questi giorni in India, in un meeting internazionale organizzato dallo Shiva Sena e dalla World Hindu Federation.

venerdì 21 maggio 2010

La letteratura indiana da Torino a Venezia


La letteratura indiana sbarca a Venezia dopo il nutrito interesse accordatogli a Torino. Ospiti di Incroci di civiltà, autori emergenti e accreditati dal pubblico italiano.
Alka Saraogi e Tishani Doshi hanno aperto il "mosaico" indiano presso l'Auditorium di Santa Margherita. Due autrici profondamente diverse, sotto vari punti di vista.
I romanzi di Saraogi sono tra i pochissimi in lingua madre tradotti in italia.
Tishani Doshi è una nuova scrittrice emergente che dopo il recente romanzo pubblicato da Feltrinelli, Il piacere non può aspettare, deve ancora maturare come intellettuale, se mai sarà questa la sua più adeguata attitudine nella vita.Vi consiglio di guardare il suo sito web perchè ne vale veramente la pena!!!!!!!!!!!!
Due scrittrici diverse dunque. Accomunate da un tema.Quello del viaggio. Il viaggio dei romanzi di Saraogi è quello di una nazione, del desiderio della classe media di emergere a guadagnare un'adeguata posizione all'interno di un'India che si sta formando. Ma il viaggio in Bypass al cuore di Calcutta è anche quello all'interno di una famiglia, all'interno della sua quotidianità e allo stravagante punto di vista di un personaggio che trova in una follia disincantata, la prospettiva adeguata per osservare la sua storia e quella del suo paese.
Le parole di Saraogi sono quelle di una scrittrice consapevole, che conosce il suo paese e sa identificarne i limiti.
Il viaggio di Doshi è quello tra India e Galles, tra Occidente e Oriente, tra il bisogno di ritrovare ciclicamente il legame con il proprio paese di origine e il desiderio di conoscere il diverso. Con un linguaggio delizioso e accattivante, Doshi ci fa entrare all'interno dei sentimenti più semplici ed essenziali, quelli familiari e amorosi. Il piacere a varie tonalità: è la ricerca di qualcosa che scalda, che consola, che appaga e rassicura.Il viaggio sembra non concludersi mai. Il ritorno è verso quel posto che chiamiamo "casa" perchè in esso ci troviamo a "casa".La fine sicura del viaggio è quella all'interno di un mondo interiore che ha in sè l'India e il Galles, luoghi vicini e lontani nello stesso istante.
Voci giovani e voci mature. Nuove esperienze e ricordi del passato: due autrici diverse alle quali si chiede, con voce unanime, di essere portatrici del loro paese!
La letteratura indiana è fiction ma può essere anche realtà! Le strade, i volti, le relazioni, gli intrecci, sono lo specchio di un popolo, lo specchio di civiltà che si incrociano (Incroci di civiltà!).E allora? Perchè no? Perchè meravigliarsi se un pubblico curioso vuole conoscere i legami tra scrittura e vita, tra pagine e strade, tra parole e società!

Di Vikram Seth, autore noto a tutti gli amanti della letteratura indiana, compagno di lunghe serate nel PurvaPradesh attraverso le 1600 pagine del suo Ragazzo giusto, non si può dire che una cosa: brillante!
Cosmopolita, poliglotta, artista eclettico e plurigenere, Seth ha conquistato il pubblico veneziano. Si, veneziano. Perchè Seth ama Venezia, la visita spesso e ne apprezza la decadenza, la confusione, gli odori, l'arte, i paesaggi, gli scorci.
In uno dei suoi romanzi più celebri, Una musica costante, si scorgono piazze a campielli della città lagunare. L'attenzione dell'autore arriva fino a Torcello, attraverso una squisita descrizione della Basilica di Santa Maria Assunta scritta tutta in monosillabi.
Seth sorprende il pubblico veneziano per la sua semplicità, per il rifiuto di quella dimensione intellettuale altisonante con la quale si vuole spesso vestire gli autori, per la sua ironia e la sua estrema intelligenza e sagacia. Seth sorprende i veneziani parlando in dialetto veneto, ripercorrendo gli itinerari della città che ama di più, gli stessi che amano i veneziani, quelli popolari, meno conosciuti, meno caotici e turistici.
L'indiano lontano dagli esotismi e dalle spezie sorprende anche gli italiani e la loro cultura letteraria: ama Leopardi e mostra di comprenderlo profondamente; ne apprezza la chiarezza poetica e il romanticismo melanconico, la forza e l'intensità ma, allo stesso tempo, mette in guardia dal facile binomio "melancomia=pessimismo".
Un artista non è solo un romanziere. Seth, romanziere e poeta, sorprende il pubblico sorseggiando vino e descrivendo il suo rapporto con l'arte, il suo amore per la poesia e e la scultura, il suo rapporto con la materia, con il fuoco, con la forma, con il movimento.
Ai veneziani piace anche il suo interesse verso il vetro soffiato e l'apparente "umiltà-umoristica-scanzonata".
Ma il Seth che più sorprende è il poeta, quello di poesie come Earth o Fire, lette in italiano e declamate in inglese con una passione e un trasporto che è rintracciabile solo nei grandi artisti.
Ci lascia con un sorriso ed una promessa: La ragazza giusta, in Italia tra qualche anno. Il libro arriverà a deliziarci, questo è sicuro. Quello che non ci promette è lì'esiguo numero di pagine. A quanto ricorda, per il Ragazzo giusto, voleva scrivere una storia lineare di non più di 300 pagine ma poi, tra un bicchiere di vino e un viaggio di approfondimento, le pagine sono diventate 1600 e gli anni per scriverlo 10! A lui la scelta! A noi l'attesa e la futura, godibile lettura!

mercoledì 19 maggio 2010

Il ruolo delle donne tra India e Torino: oltre i romanzi..













Una piccola stanza aperta ad ogni tipo di interferenza da parte dei più di 300.000 visitatori di tutta la manifestazione. E'stato questo lo sfondo dedicato all'India, paese ospite del salone internazionale del libro di Torino. Molti i nomi importanti, i libri presentati e commentati, le conferenze e gli incontri.
L'India, paese spesso associato unicamente a Gandhi e alle spezie, sta entrando lentamente all'interno di un nuovo immaginario collettivo. Non ci stupisce dunque se Ambarish Satwik, autore di Il basso ventre dell'Impero, chiede direttamente al pubblico: "Cosa vi interessa tanto di noi indiani? del nostro modo di vivere, delle nostre religioni, della nostra sessualità?".
Forse le curiosità del giovane e malizioso Ambarish non sono state soddisfatte dal Salone di Torino.
Ma il pubblico era realmente interessato. Un pubblico selezionato e fedele, quello degli eventi legati all'India; un pubblico che rimaneva volentieri in piedi, pressato e infastidito dalle mille voci estranee dei visitatori di passaggio davanti al PUNTO INDIA.
Gli ospiti, con più o meno fama, sono stati pazienti anche nelle occasioni limite di spazio e organizzazione: microfoni non funzionanti, traduttori che reinterpretavano liberamente (a volte cambiando le trame dei romanzi)o che si addossavano fisicamente agli autori per parlare al microfono, moderatori delle conferenze che non avevano letto il libro da presentare o si dimostravano scortesi con il pubblico che interveniva. Anche questo è Torino....
Tra le tante conferenze sono emerse prospettive interessanti: quella del rapporto con il potere, delle grandi megalopoli indiane ricche di ricchezze, miseria e contraddizioni e, non meno importante, quella delle donne.
Le donne indiane di Torino sono autrici emergenti come Tishani Doshi (Il piacere non può aspettare )e
Anuradha Roy (autrice del suo primo romanzo per Bompiani, L'atlante del desiderio) o già note al pubblico italiano, come Namita Devidayal (La stanza della musica)o Anita Nair,Radhika Jha ( L'odore del mondo e Il dono della dea), Anita Nair e Shobhaa Dé.
Autrici sicure e determinate.
L'idea che ci si costruisce di alcuni personaggi di un libro viene spesso smentita dai loro stessi inventori. R.Jha e A.Roy non definiscono infatti i loro personaggi femminili, espressioni della moderna India in continua evoluzione. La figura energica delle donne del villaggio descritte nei loro romanzi non è metafora universale di una nuova donna indiana che, in qualsiasi contesto, riesce ad emanciparsi ed affermare se stessa. Nessuna eco metaforica della nuova legge che vedrà, nell'India dei prossimi anni, il 33% del seggi del Parlamento assegnato di diritto alle donne. Le donne di Jha e Roy sono dunque, a loro stesso dire, solo donne non istruite ma molto forti. Con un po' di amaro in bocca preferiamo immaginare la possibilità di un riscatto generico e vincente che forse può trovare più spazio nell'onda rosa di Sampat Pal. Nel nuovo testo pubblicato da Piemme, Il sari rosa, un gruppo di donne, la Pink gang, porta avanti un movimento che dalle campagne, difende energicamente i diritti femminili.
Per quanto più acerba e tragica, la prospettiva femminile indiana presentata da Carlo Buldrini con Nel segno di Kali, sconvolge lo spettatore e fa riflettere.
Le parole del premio Nobel per l'economia A.Sen sono più che mai attuali e veritiere: "Qualsiasi cosa dici dell'India... è anche il suo contrario". La donna indiana è quellaforte e poco istruita dei romanzi di R.Jha; è quella griffata e sfacciata di Shobhaa Dé, è quella determinata e combattiva di Sampat Pal, ma è anche quella di cui ci parla Boldrini. Una donna che manifesta tutte le contraddizioni dell'India, che arriva ai vertici del potere ma che, ancora oggi, nel 2010, viene discriminata.
La diseguaglianza femminile indiana è quella della "natalità" (con gli aborti selettivi) e della "sopravvivenza" (con la malnutrizione e la preclusione all'istruzione). Nella prospettiva sociale e antropologica di Baldrini la donna indiana non è "un personaggio" da costruire, più o meno rispendente alle metafore economico-sociali che ognuno di noi può creare. Kali, la dea contraddittoria come la stessa India, la dea che crea e distrugge, nutre e uccide, è espressione di una donna che, pur non essendo personaggio, è rinchiusa all'interno di ruoli precostituiti, quelli di figlia (della quale liberarsi, sulla quale non si può contare per l'avvenire; per la quale la famiglia dovrà spendere una fortuna per la dote), di moglie e di madre (preferibilmente di un figlio maschio).
Ma l'India di Torino non è solo femminile.
Ci piace ricordare la simpatia di Swarlup, la dolcezza di Indra Sinha, la determinazione e la coerenza di Tarun Tejpal,l'ironico e crudo sarcasmo di Kiran Nagarkar e in fine, perchè no, la profondità dello sguardo di Altaf Tyrewala.
Anche questa è India..........

lunedì 10 maggio 2010

L'india a Venezia: incroci di civilta'




Come ogni anno si avvicina l'appuntamento con il festival veneziano della letteratura. E' ormai risaputo e scontato il legame tra la citta' mercantile con il mondo orientale. Oggi sono scomparsi i mercanti mori e le spezie alla Dogana ma la citta' continua a manifestare interesse attraverso la presenza della Facolta' di lingue orientali e eventi come quello di queste settimane.
Il festival comincia la prossima settimana, potete leggere qui il programma

www.incrocidicivilta.org

Tra gi ospiti ci saranno:
Héctor Abad, André Aciman, Hoda Barakat, Tishani Doshi, Marcello Fois, Antonio Franchini, Jennifer Johnston, Randal Keynes, Alberto Manguel, Anthony Phelps, Yu Qun, Alka Saraogi, Tiziano Scarpa, Vikram Seth, Masahiko Shimada, Mikhail Shishkin, Ko Un, Fariba Vafi, Zhu Wen, Zoë Wicomb, Jeanette Winterson, Hong Ying

E' da segnalare

20 maggio ore 15:00
Auditorium Santa Margherita
Mosaico india
Tishani Doshi
Antonio Franchini
Alka Saraogi
conversano con
Anna Nadotti


20 maggio ore 18.00
Teatro Malibran
Il ragazzo giusto
Vikram Seth
conversa con
Gregory Dowling e Marino Sinibaldi

Per oggi invece segnalo l'evento preparatorio

L'India contemporanea nello specchio della narrativa contemporanea a cura di Marco Zolli presso la Biblioteca di servizio didattico Zattere, Dorsoduro 1392 ore 17.30, Ingresso Libero

Questi autori saranno presenti anche a Torino in occasione del della Fiera del Libro in programma per questa settimana........quest'anno l'India e' il paese ospite

www.salonelibro.it

domenica 9 maggio 2010

Notizie dal Nepal: Aggiornamenti dai bandha


Prachanda ha sospeso momentaneamente lo sciopero. Chiede pero' insistentemente la dimissione di Nepal e la fine dei lavori per la nuova Costituente. Nei giorni scorsi gli scontri sono stati duri tra maoisti e oppositori. Il rischio palese e' quello di una guerra civile. Due giorni fa Prachanda ha dichiarato che non e' sua intenzione arrivare a cio'.
Nel frattempo nella capitale il prezzo del riso e degli ortaggi e' quintuplicato. Fino a ieri si poteva uscire solo per due ore al giorno, dalle 6 alle 8 di sera. Molti negozi comunque hanno deciso di tenere comunque tutto chiuso cosi' i civili hanno avuto problemi per il semplice approvvigionamento essenziale. Solo questa mattina e' stato concesso il rifornimento di 200 tonnellate di verdure nella Valle di Kathmandu e il prezzi hanno cominciato a scendere.
La Farnesina sconsiglia le partenze e le ambasciate straniere (tra le quali anche quella italiana a Delhi) sono in allerta.In realta' l'aeroporto internazionale di Kathmandu funziona regolarmente.
Fortunatamente i turisti bloccati a Pokhara sono riusciti a spostarsi con mezzi alternativi e a breve e' possibile che l'aeroporto venga riaperto.
Questa tregua e' apparente perche' oggi ci sono stati scontri tra maoisti e polizia a Maitighar!

giovedì 29 aprile 2010

Ancora Bandha (scioperi) in Nepal



Prachanda si fa sentire ancora. La situazione in Nepal non è affatto rosea. Ancora una volta viene richiesto l’inserimento degli ex guerriglieri nell’esercito regolare. Questa volta il capro espiatorio sono le scuole private. Soprattutto in città, sono numerose le scuole di natura privata che offrono un livello di istruzione che potremmo definire “superiore” alla media. Consci dell’eccezionalità del servizio, gli istituti hanno alzato e rette (di circa il 30 %) e ovviamente i maoisti sono intervenuti. Paladini della buona istruzione al “giusto prezzo”? Non direi. Comunque il rischio è, ancora una volta, quello di far cadere il governo.
Per il momento sono previsti scioperi ad oltranza a partire da sabato 1 maggio: che data simbolica! Ancora più simbolica se si considera che proprio un anno fa, il 4 maggio, Prachanda si dimetteva dal governo perché il presidente Ram Baran Yadav, timoroso del troppo potere dei maoisti, si rifiutava di integrare gli ex ribelli nell’esercito.
Quello delle scuole è ovviamente un pretesto, anche se valido, per lamentare situazioni per più cogenti: la mancata costituzione e il processo di pace in lenta evoluzione. Il partito comunista unificato (maoista) del Nepal (Ucpn-m) appare determinato, come al solito!
Gli ex ribelli, che hanno la maggioranza in parlamento, chiedono un governo di unità nazionale in grado di rispettare la scadenza del 28 maggio, data entro la quale deve essere completata la nuova costituzione
Lo sciopero in nepal, il bandha, è ben diverso da quello che conosciamo noi. Si ferma tutto..tutto..tutto: attività commerciali, servizi, ospedali, trasporti. La differenza, rispetto alle moderne democrazie occidentali, sta nel fatto che spesso e volentieri chi vi aderisc in un certo senso è “costretto” a farlo.
La capitale è in subbuglio. Tra nuvole di polvere che attendono il monsone, si preparano circa 400000 persone. Qualcuno mi dice che saranno di più, qualcuno di meno.
Gli amici nepalesi, anche lontani dalla capitale, si dicono preoccupati.

giovedì 15 aprile 2010

Trekking in nepal: guida esperta


A tutti gli italiani che vogliono andare in Nepal
In risposta a Giorgio un breve post sul trekking in Nepal.
Ci sono moltissimi tour operator ovviamente..di varia specie e natura ma...
Vorrei consigliarti una guida locale.
E' meglio spostarsi con qualcuno che conosce veramente la zona, che ha esperienza, che conosce la tipologia di turisti italiani, le esigenze e anche un po' di lingua (inglese e italiana).
Contatta pure questa guida, ha esperienza e sa metterti in buone mani con pochi soldi (per te, non per lui!).

surya.prayas@yahoo.com


Se vuoi qualche consiglio e dettaglio per gli itinerari e la vita in Nepal puoi contattare anche me.
A Surya puoi scrivere anche in italiano, ma ti consiglio l'inglese, lo parla molto bene.

Sul periodo ti consiglio la primavera o l'autunno, settembre ad esempio.
Ci sono zone che si prestano anche all'estate perche' al riparo dal monsone ma mi pare che tu non abbia problemi con le ferie.

La guida che consiglio organizza professionalmente viaggi su misura: in gruppo o individuali.
Il trekking puo' servirsi di tea house sul sentiero oppure di comode e attrezzate tende ferrino.
Il cibo e' cucinato direttamente da un cuoco nepalese e i bagagli pesanti sono trasportati da portatori professionali che, in questo caso, non vengono sfruttati in maniera disumana. Su questo puoi stare sicuro, conosco bene molti di loro.

Le temperature variano a seconda degli itinerari: mi pare ovvio che piu' sali piu' fara' freddo.
Generalmente con questa guida non devi preoccuparti dell'acclimatamento perche' conosce bene l'ambiente e le difficolta' degli occidentali. Sa come comportarsi a livello fisiologico e psicologico.

Un trekking comunque si sceglie vagliando in maniera responsabile le personali predisposizioni fisiche e culturali.

Con questa guida, oltre che un'esperienza naturale, puoi fare anche un viaggio culturale perche' e' molto preparata a livello religioso (hindu e buddista) e ama stupire i suoi ospiti in situazioni interessanti di scoperta e ricerca, coinvolgendo la popolazione locale che si incontra sul percorso.

Il cibo e' gustoso, fresco, preparato al momento con fuochi da campo.

Per ulteriori dettagli sono a disposizione

Capodanno nepalese 2067: Navavarsha


HAPPY NEW YEAR PER TUTTI I MIEI AMICI NEPALESI
BUON ANNO.
VI AUGURO SOLO UNA COSA PER IL NUOVO ANNO: PACE E STABILITA'.

Credo che le parole da attuare e augurarsi siano quelle dei politici che hanno fatto un "bel parlare" per il nuovo 2067

In his new year greetings, President Yadav has said, reconciliation and national unity is today's necessity.

Saying a fear about whether the peace and the constitution drafting process will complete on time or not is looming large before the people, President Yadav said, the government and the political parties have a special responsibility in the year ahead to wipe out such fear.

Vice President Jha has wished for increased harmony among the people in the coming year, in his greetings.

PM Nepal has expressed his commitment to take the peace process to a logical conclusion by ending the differences among the political parties, this year.

In a televised New Year greeting message, PM Nepal said he tried for consensus in the previous and will continue to do the same in the year ahead. He also urged the political parties to forget the trivial differences and come to a consensus for the cause of a new constitution and a logical conclusion of the peace process.

In his message PM Nepal highlighted on seven points to be carried out this year. He said, in the coming year, the consensus and cooperation among the parties will be continued, the peace process will be taken to a logical conclusion, a new constitution as per the wish of the people will be written, national economy will be revived, the adverse impact left by the conflict will be minimised, the victims of conflict will be given a sense of relief and Justice and a foundation for a prosperous and strong Nepal will be constructed.
nepal.com

domenica 11 aprile 2010

Crepuscolo a Delhi


In attesa della partenza ritrovo la magia delle strade di Delhi che nasconde la sua caotica modernita'.Ahmed Ali in Crepuscolo a Delhi (Neri Pozza)trascina il lettore in un'India di inizio Novecento.

Si tratta di un Shahr ashob, del lamento per una citta' visto in parallelo al declino della famiglia di Mir Nihal. Il degrado cittadino, della tradizione del grande impero indiano, e' parallelo al degrado familiare, corporale e sentimentale.

Il crepuscolo si manifesta in ogni dimensione:

E' quello dell'impero ormai decaduto dopo la presa di potere degli inglesi (i farangi) che diffondono i loro usi e costumi.

E' quello del corpo che si degrada e rallenta attraverso la malattia e il lento percorso verso la morte.

E'quello della passione ardente e giovanile, intrisa di avvincente e sognante erotismo, che si spegne inspiegabilmente con lo scorrere del tempo, con l'abitudine e con il sogno ormai appagato.

E'quello della civilta' dell'Hindustan, degli usi, dei costumi, delle tradizioni che diventano sempre piu' strette e scomode per quei giovani che si affacciano verso il nuovo secolo e verso l'ondata di modernita' occidentale apportata dagli inglesi.

E' quello dello stesso potere inglese che vacilla a causa di un popolo indiano, fiero, che manifesta per garantire e riaffermare la propria indipendenza e liberta'.

E' quello della poesia hurdu, della sua bellezza e tradizione soppiantata dalle nuove tendenze espressive musicali e linguistiche; di poeti come Daagh, Dard, Ghalib, Insha, Mir Taqi Mir, Sauda, Zauq ai quali alcuni preferiscono volgari canzonette d'amore.

E' quello degli antichi passatempi, come l'addestramento dei piccioni, espressione di uno strato sociale indiano irrimediabilmente destinato a decadere insieme ai valori che esso veicolava.

E' quello dei legami familiari, apparentemente indissolubili ma, in vero, assecondato per rientrare in un modello sociale comunemente accettato.

E' quello della preghiera e del decoro morale e sociale, espressioni di una trascorso vivere dove il tempo era scandito dalle voci che richiamavano i fedeli ai loro doveri di devozioni e le stagioni si succedevano tra i preparativi di un matrimonio o le cerimonie per un funerale.


L'atmosfera e' pero' magica pacata, malinconicamente sognante

Il crepuscolo riporta alla luce momenti storici salienti della citta':il massacro musulmano del 1857 (il gadar) ad opera degli inglesi: la figura di Bahadur Shah, l'ultimo imperatore dell'Hindustan; i fermenti per l'incoronazione inglese del 1911; la protesta popolare anti-inglese del 1919.


Si oppongono innovazione e tradizione. Asghar,il figlio di Mir Nihal, rappresenta la dimensione indiana di quella giovineza inquieta che ritroviamo nelle pagine dei Malavoglia di Verga o nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa . Ma qui, in India, a Delhi, l'Asgar, la modernita' estetizzante, non riesce a realizzarsi se non come precarieta' e superficialita'. La tradizione, a volte intrisa eccessivamente di superstizione, fa prevalere velatamente un tempo passato che non si dimentica facilmente.

La Delhi contemporanea si percepisce appena: il Forte rosso viene trasformato in alloggio per le truppe inglesi mentre Chandni Chowk perde in quegli anni l'irrigazione e il verde che la caratterizzavano. Oggi, tra lo smog dei tubi di scappamento, e' difficile il solo immaginarlo.


domenica 28 marzo 2010

Per chi ama la primavera

http://www.youtube.com/watch?v=fOSQt-xRS5s

Per chi ama la primavera, visto che è timidamente arrivata, una canzone che riscalda al cuore. A tutti l'augurio di innamorarvi presto o di rinnovare quello che già avete nel cuore. La canzone è tratta da un film indiano bellissimo, Laagan di Ashutosh Gowariker del 2001 con il il bellissimo Aamir Khan...bhè..innamorarsi di lui però è fin troppo facile......
La musica,neanche a dirlo-quando si tratta di un bel film- è di A.R. Rahman.
Comunque la scena di lui che balla vestito da inglese non si può guardare......ah ah...meglio in versione indiana da villaggio...
Vi ho scelto la versione con i sottotitoli in inglese.

venerdì 12 marzo 2010

Tibet: Olre 51 anni di oppressione



Anche in occasione dell’anniversario per i 51 anni dell’occupazione del Tibet la Cina tenta di offuscare un concetto basilare: il Dalai Lama non richiede l’indipendenza del Tibet ma la sua autonomia. Si continua a negare il fatto che il governo cinese sta progressivamente eliminando il buddhismo.
A detta del neopresidente della Regione autonoma cinese Padma Choling, ciò non corrisponde al vero. I buddisti sarebbero liberi di praticare la loro “religione”.
In realtà i monaci sono costretti in condizioni di semi-schiavitù…mentre il mondo resta a guardare.
Ieri a Kathmandu, in Nepal ci sono state pesanti manifestazioni anticinesi in occasione del 51 anniversario dell’oppressione tibetana. Il governo nepalese ha risposto con la violenza e ha arrestato 34 persone. Come si era comportato negli anni 70’, quando gruppi di resistenza armata formatisi in Mustang, avevano cominciato a portare avanti il loro piano di ribellione? Attaccando! Si, attaccando ma promettendo collaborazione. Quale è stata mai la collaborazione? Nel 2008 ho visto con i miei occhi le manifestazioni anti Pechino a Kathmandu, i giovani tibetani trascinati con violenza per strada.
Con la caduta della monarchia nepalese nel 2006 e la salita al potere dei partiti maoista (Unified Communist Party of Nepal) e leninista-marxista (Unified Marxist–Leninist) il Paese ha iniziato a stringere accordi economici con Pechino.
Quanta parte del mondo sa che, fino ad ora, questa ingiusta occupazione ha causato circa 1 milione di morti? Parliamo tanto dei genocidi del mondo, degli ebrei, degli armeni…e il Tibet? Dov’è? Chi manifesta interesse?
L’altro giorno un giovane mi ha chiesto: “Ma nessuno fa niente? E l’America? Possibile che l’Onu o la Nato non intervengano? Abbiamo fatto tutto quel casino per l’Iraq che è pure più piccolo!”
Cosa dovevo dirgli?

sabato 6 marzo 2010

Oltre la felicità interna lorda del Bhutan



La scorsa settimana, leggendo il giornale mi ha colpito una notizia. Il Bhutan misura l’indice di incremento della “felicità interna lorda”. Mentre il mondo si sbraccia per aumentare il Pil e l’Occidente sbatte i piedi perché India e Cina galoppano, il piccolo paese himalayano vive indisturbato nella sua realtà d’altura.
Il paese è stato aperto al turismo solo nel 1974. Probabilmente il contatto non così diretto con la generazione del Mac Donald’s e della Coca cola ha preservato un piccolo angolo di Paradiso.
Oggi visitare il Bhutan è molto costoso. L’ultima volta che ho preso informazioni ricordo che il visto costava circa 200 dollari per ogni notte di soggiorno e vale solo per 15 giorni. Non male!
Ma perché il Bhutan sono felici? Perché hanno un re che li segue amorevolmente; domina la poliandria (una donna può avere più mariti così da preservare l’integrità della proprietà privata), la religione principale è il buddismo e c’è pochissimo inquinamento, data l’impervietà di alcune zone è difficile immaginare un sistema stradale ramificato. Nonostante questo le aziende idroelettriche riescono a garantire ricchezza alla maggior parte della popolazione.
Una legge stabilisce che” il 60% delle foreste debba restare coperto di foreste”!!!!!!
Mentre la California aumenta del 200% le tasse scolastiche, il Bhutan offre l’istruzione gratuita, anche l’università!!!!
Per calcolare la felicità si considerano il livello di salute fisica, il benessere psicologico e culturale, l’integrazione, il tasso di democrazia e….straordinario….l’uso del tempo. Come usiamo noi il nostro tempo? Quali sono allora i paese verso cui guardare seriamente? Credo che l’orizzonte bhutanese sia di gran lunga auspicabile. Non è il paese perfetto ma, se si pretende poco…..