mercoledì 8 maggio 2013
L'attesa prima del raccolto
Questa bellissima immagine dal giornale di stamane. E' tempo di raccolto in Nepal. Le stradine sospese tra le risaie son quelle dell'ultima attesa prima dell'ultimo lavoro. Il caldo, la polvere, la fatica e poi il riposo prima del monsone. Ricominciare con pazienza nei campi adesso dorati e poi trasparenti d'acqua. Là nel paese dove tutto è dolce e crudele.
martedì 7 maggio 2013
La forza dell'unità e le donne indiane
Canto di guerra
"Il mondo intero sta cambiando, sorella mia, ma se tu non cambi, cosa accadrà?
Ora il governo ti aiuta a mandare i tuoi figli alla scuola, ma se non sali anche tu, sul treno dell'educazione, chi ti rispetterà?
Io ti ho mostrato molte strade, sorella mia, ma se non ne imbocchi alcuna cosa accadrà?
Oggi ci sono leggi che ti proteggono, non ci sono più caste, nè alte nè basse, le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, ma se ti insultano, ti molestano o ti picchiano e non dici nulla, chi protesterà per te?
Il mondo intero sta cambiando, sorella mia, ma se tu non cambi, cosa accadrà?
Io ti ho spiegato le nuove regole, ma se non le diffondi anche tu, chi le spiegherà alle tue figlie?
Io son qui per voi, sorelle mie, per darvi coraggio, ma se non fate di tutto per restare motivate, che posso fare , io sola, di più?"
Sampat Pal, Con il sari rosa, pag.120
L'India. l'Italia, gli Stati Uniti. che differenza c'è oggi tra questi paesi? Il femminicidio e la violenza sulle donne non hanno latitudine o longitudine. Ci nascondiamo dietro un falso progresso, una falsa istruzione, un intellettualismo esasperato che nasconde solo un'unica verità. La violenza. E non fa differenza se si tratta di uno schiaffo, uno stupro, un omicidio o un lento e perpetuo schiacciamento della dignità e integrità individuali. Il risultato è lo stesso. Ferite non rimarginabili. Madri, mogli, figlie, sorelle. Quanti compiti difficili.
Un passo indietro nella storia e compare una donna: Pandora, Eva, Elena di Troia, Draupadi, Sita. Di chi è la colpa? Chi vuole cercare una colpa? Perchè? Cosa si finge di proteggere? Quello che poi si vuole distruggere?
Gulabi in hindi significa rosa. Un colore prettamente femminile. Chissa poi perchè. Quello della Gulabi Gang in Uttar Pradesh non è il rosa sbiadito delle bambole o degli oggetti frivoli ma quello potente e vivo di un gruppo che ormai ha al suo seguito decine di migliaia di donne dal 2006 ad oggi. Un gruppo che crede nell'unità e nella forza, nei diritti e nell'autonomia femminile. Un gruppo che si batte contro i matrimoni delle bambine, gli abusi e il dilagare della corruzione in India, quella spina che sembra entrare più vigorosamente nel fianco femminile. Un gruppo. Semplici donne che dicono basta. Che non chiacchierano ma agiscono. A capo di questo esercito rosa c'è una piccola donna con una forza inarrestabile.
"Il mondo intero sta cambiando, sorella mia, ma se tu non cambi, cosa accadrà?
Ora il governo ti aiuta a mandare i tuoi figli alla scuola, ma se non sali anche tu, sul treno dell'educazione, chi ti rispetterà?
Io ti ho mostrato molte strade, sorella mia, ma se non ne imbocchi alcuna cosa accadrà?
Oggi ci sono leggi che ti proteggono, non ci sono più caste, nè alte nè basse, le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, ma se ti insultano, ti molestano o ti picchiano e non dici nulla, chi protesterà per te?
Il mondo intero sta cambiando, sorella mia, ma se tu non cambi, cosa accadrà?
Io ti ho spiegato le nuove regole, ma se non le diffondi anche tu, chi le spiegherà alle tue figlie?
Io son qui per voi, sorelle mie, per darvi coraggio, ma se non fate di tutto per restare motivate, che posso fare , io sola, di più?"
Sampat Pal, Con il sari rosa, pag.120
L'India. l'Italia, gli Stati Uniti. che differenza c'è oggi tra questi paesi? Il femminicidio e la violenza sulle donne non hanno latitudine o longitudine. Ci nascondiamo dietro un falso progresso, una falsa istruzione, un intellettualismo esasperato che nasconde solo un'unica verità. La violenza. E non fa differenza se si tratta di uno schiaffo, uno stupro, un omicidio o un lento e perpetuo schiacciamento della dignità e integrità individuali. Il risultato è lo stesso. Ferite non rimarginabili. Madri, mogli, figlie, sorelle. Quanti compiti difficili.
Un passo indietro nella storia e compare una donna: Pandora, Eva, Elena di Troia, Draupadi, Sita. Di chi è la colpa? Chi vuole cercare una colpa? Perchè? Cosa si finge di proteggere? Quello che poi si vuole distruggere?
Gulabi in hindi significa rosa. Un colore prettamente femminile. Chissa poi perchè. Quello della Gulabi Gang in Uttar Pradesh non è il rosa sbiadito delle bambole o degli oggetti frivoli ma quello potente e vivo di un gruppo che ormai ha al suo seguito decine di migliaia di donne dal 2006 ad oggi. Un gruppo che crede nell'unità e nella forza, nei diritti e nell'autonomia femminile. Un gruppo che si batte contro i matrimoni delle bambine, gli abusi e il dilagare della corruzione in India, quella spina che sembra entrare più vigorosamente nel fianco femminile. Un gruppo. Semplici donne che dicono basta. Che non chiacchierano ma agiscono. A capo di questo esercito rosa c'è una piccola donna con una forza inarrestabile.
venerdì 3 maggio 2013
Le donne in India. Matrubhoomi. A nation without woman
Negli ultimi 100 anni in India sono scomparse 35 milioni di donne, vittime di un'illogica violenza decisa alla nascita.
Questo film, difficile da vedere in India, é il limite di una pratica ormai perpetrata da secoli
Il regista Manish Jha ha ha avuto coraggio
L'estrema durezza della prima scena è l'overture di una tragica storia impietosamente vera per milioni di donne in India..e non solo
Dedico questo film a tutte le donne che hanno subito violenza, soprusi e oppressione, di qualsiasi genere
mercoledì 1 maggio 2013
Il lavoro in Nepal
| Nepal newari 2011 |
Così alcuni restano lì, in terra straniera. Ad essere sfuttati senza alcun diritto, senza sindacato e senza la memoria di un giorno in cui poter dire: adesso posso tornare a casa e lavorare nel mio paese.
E mentre le braccia forti si piegano al peso di un carico straniero, tra le risaie della valle di Kathmandu metà dei bimbi sotto i 5 anni resta malnutrito mentre attende il suo turno.
martedì 30 aprile 2013
Conferenza sufi a Venezia
| Shah Wali Allah di Delhi (1703-1762) sufi, esegeta e riformatore in bilico tra due ere | ||
| Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea | ||
| Relatore: | Demetrio Giordani, docente di Storia dei paesi islamici all'Università di Modena e Reggio Emilia | |
| Sede: | Sala A, Palazzo Vendramin dei Carmini, Dorsoduro 3462, Venezia | |
| martedì 07 maggio 2013 Ore: 15.30 |
mercoledì 24 aprile 2013
उठो!!!!
martedì 26 febbraio 2013
Chiusura. बंद
| Mustang, Nepal, Agosto 2008 o 2009? |
....ma anche nei luoghi più aridi possono sbocciare fiori...più avanti
इस ब्लॉग को थोड़ी देर के लिए बंद हो रहा है
बहुत दर्द
फूल बहुत शुष्क स्थानों में खिल कर सकते हैं
अब नहीं
शायद बाद
domenica 24 febbraio 2013
Percorsi interiori. samapti-maran
| Kathmandu, Nepal, My Best place |
strade che hanno fatto parte di noi per anni, per vite intere, passate presenti e future.
Questi luoghi, queste strade, cambiano colore e quello che percepivamo come luce o accecante colore diventa un bianco e nero sbiadito. Il freddo ci invade e nulla sembra più riscaldarci.
Quelle strade, quei luoghi, quelle emozioni, rimangono dentro di noi , anche se con un nuovo cocente e freddo significato.
Un ricordo che non riesce più a sollevarci
Un ricordo che lotta con noi per non diventare rimpianto o rammarico
Una luce fredda e consapevole
Una nuova luce ha realmente illuminato quello che era nascosto, quello che era illusione
Davanti, ora, la nuda-vera strada, i luoghi del presente, incolore muto
(T.H.A.S.)
mercoledì 20 febbraio 2013
Nell'oscurità
कालो बादलबाट खसेको
अन्धकार भित्र बसेको,
ईश्वर हो कि भिखरी?
घर, घर, अागन चारी
बोल्दछ, अार्तध्वनिमा बोल्दछ
करुणामृत दिल भारी ।
Laxmi Prasad Devkota
अन्धकार भित्र बसेको,
ईश्वर हो कि भिखरी?
घर, घर, अागन चारी
बोल्दछ, अार्तध्वनिमा बोल्दछ
करुणामृत दिल भारी ।
Laxmi Prasad Devkota
venerdì 15 febbraio 2013
Nepal: un paese spento
Come sia possibile che il paese con uno dei più alti potenziali di energia elettrica al mondo da fonti idriche ne possa essere sempre privo è un mistero. Grazie ai bacini idrici himalayani il Nepal ha un potenziale idrico di 40,0000 MW ma ne sfrutta solo 600. Durante la stagione secca (questa) non sarebbe comunque possibile utilizzare più di 900 MW perchè mancano le strutture e gli investimenti adeguati per farlo.Una città sovraffollata come Kathmandu e un governo instabile completano il quadro. E così i nepalesi hanno mediamente 12 o addirittura 18 ore (da questa settimana) di blackout al giorno. Proviamo ad immaginare la nostra vita senza elettricità: cucinare, stirare, lavare, lavorare al Pc o semplicemente ricaricare un telefonino. Si aggiunga poi il problema dell'approvvigionamento di acqua. In Nepal molti serbatoi posti sui tetti delle case funzionano elettricamente. L'acqua potabile che esce dai nostri rubinetti è un lusso. Chi non può permettersi un serbatoio per l'acqua calda, un extra lusso, non può neanche permettersi tanta acqua potabile o un pannello solare. In molte zone il razionamento è disponibile ogni 8 giorni. Qualche volta ogni 10 o 12 giorni. Arrivano grandi camion che distribuiscono secchi di plastica per le scorte e il fabbisogno delle famiglie.
Un paese al buio. Esci per andare al lavoro e constati che "Batti gayo". Torni dal lavoro ed è sempre "Batti gayo". Ogni attività diventa impossibile. Se sei fortunato hai a disposizione 2 ore circa di corrente all'ora di pranzo o, comodamente, nel cuore della notte. Il rimbombare dei generatori per i grandi alberghi è musica costante.
Ogni anno il consumo di elettricità nella valle di Kathmandu sale del 5-6 % ma le infrastrutture non supportano tale progresso. E pensare che il Nepal, come il Buthan, potrebbe potenzialmente esportare elettricità a Cina e India.
Il lume di una candela è sicuramente romantico e affascinante ma le strade della città diventano pericolose o, comunque, poco invitanti. I pochi turisti che girano per Kathmandu in questi giorni rincasano presto e rinunciano a cenare nei ristoranti nella stradina più isolata. Un altro schiaffo alla già fragile economia.
Un paese al buio. Esci per andare al lavoro e constati che "Batti gayo". Torni dal lavoro ed è sempre "Batti gayo". Ogni attività diventa impossibile. Se sei fortunato hai a disposizione 2 ore circa di corrente all'ora di pranzo o, comodamente, nel cuore della notte. Il rimbombare dei generatori per i grandi alberghi è musica costante.
Ogni anno il consumo di elettricità nella valle di Kathmandu sale del 5-6 % ma le infrastrutture non supportano tale progresso. E pensare che il Nepal, come il Buthan, potrebbe potenzialmente esportare elettricità a Cina e India.
Il lume di una candela è sicuramente romantico e affascinante ma le strade della città diventano pericolose o, comunque, poco invitanti. I pochi turisti che girano per Kathmandu in questi giorni rincasano presto e rinunciano a cenare nei ristoranti nella stradina più isolata. Un altro schiaffo alla già fragile economia.
giovedì 14 febbraio 2013
ONE BILLION RASING. OGGI E SEMPRE
mercoledì 6 febbraio 2013
Chi sono i tuoi amici? दोस्त कहा छन्?
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दोस्त कहा छन्? साथ छ को को? घर हो तिम्रो कुन देश?
जान्छौ कुन पुर भवन मुसाफिर, ल्यायौ कुन सन्देश? दोस्त मेरो शुभ उद्योगी, साथ छ साहस बेश । विश्व सबै घर, हृदय-पुरीतिर ल्याउछु सेवा सन्देश ।। |
lunedì 4 febbraio 2013
Hinduismo e Buddhismo italiani
| Nepal 2007 |
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Tutte le religioni sono uguali. Ci abbiamo messo un po' a capirlo in Italia. Il sincretismo e il rispetto altrui non sono sempre stati il nostro forte.
Dal 1 Febbraio però anche l'hinduismo e il buddhismo sono stati ufficialmente riconosciute dallo Stato italiano.
In Italia gli hindu sono circa 260.000, e non sono tutti extracomunitari! I Buddhisti circa 150.000., eccetto i simpatizzanti.
Dal 2016 sarà anche possibile versare la quota dell'8x1000 alle due fedi. Da tempo è già possibile donare il 5x1000.
Non sono molte le strutture italiane. In verità le differenze all'interno delle due fedi sono molteplici quindi è difficile trovare un censimento comune e veritiero.
I principali templi hindu sono a Mantova, Savona e Treviso. Maggiori informazioni si possono trovare presso l'UII, l'unione induisti italiana. Altri interessanti link si possono trovare qui.
Per il Buddhismo sono maggiormente presenti le scuole Theravada, Mahayana e soprattutto di Nichiren e Dzogchen; meno quello tibetano o di Vajrayana. Anche per il Buddhismo esiste una UBI, Unione Buddhisti italiani, così come molte associazioni e attività.
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