lunedì 20 gennaio 2014

Stupri, stupri, stupri! Ancora stupri!

Donne indiane, Delhi metro, Luglio 2013
Cosa succede in India?
Il caso di stupro di gruppo dello scorso anno sembrava aver mosso le coscienze dell'India. Sembrava quasi che il paese avesse preso consapevolezza del suo male. La commissione Verma, appositamente istituita per l'efferato evento, ha lavorato per mesi al fine di modificare la legge che punisce gli stupri. La pena di morte prevista per uno supro caratterizzato da un'accentuata brutalità è stata rigettata con la seguente giustificazione: una legge che punisce con la morte rischia di cadere lei stessa nella brutalità.
Siamo forse ai tempi di Cesare Beccaria? Stiamo ancora discutendo se sia lecito o illecito applicare la pena di morte, i miseri 7 anni di carcere  o l'ergastolo. E mentre perdiamo tempo  in queste discussioni i casi di stupro in India aumentano selvaggiamente.
Il più recente è quello di un'impiegata stuprata da un "branco" all'uscita dal lavoro presso un centro commerciale a Calcutta. Le 19.30 di sera, un taxi collettivo, una zona commerciale e affollata. In quale rischiosa situazione si è messa questa giovane donna di Calcutta?
E quale errore avrà mai commesso la donna danese di 51 anni che all'inizio di Gennaio è stata stuprata da 8 uomini perchè aveva chiesto informazioni per raggiungere il suo albergo nella zona di Paharganj? O la diciottenne tedesca che viaggiava in treno per raggiungere la onlus per la quale lavorava? O, ancora, quella polacca, anestetizzata e  violentata da un taxista davanti alla sua bambina di due anni?
Quale errore compie mai una donna che va a lavorare, che prende un taxi o che chiede un'informazione per strada? Dove stiamo arrivando?
Cosa c'è di così represso oggi nella società indiana? Da dove nasce tutta questa violenza?
Molti dicono che la responsabilità è attribuibile a quelle convenzioni sociali  e religiose che reprimono la spontaneità sessuale. Quale repressione sociale può giustificare una violenza? Come si può, in questi temini, giustificare violenze perpetrate ai danni di bambine di 12 anni? Non si può essere così repressi sessualmente da dover ad ogni costo violentare una ragazzina!
Quali sono i bisogni degli uomini indiani? Chi può credere che una delle più interessanti e profonde civiltà orientali sia finita in un vortice di volgarità e violenza così efferata?
Non possiamo credere neanche alla giustificazione portata dal fatto che gli aborti selettivi  e i femminicidi hanno fatto diminuire  così drasticamente il numero delle donne da rendere necessario il ricorso alla violenza per soddisfare i propri animaleschi bisogni.
Non possiamo credere di essere giunti in un'era nella quale lo scenario è quello di Matrubhoomi, il film di Manish Jha che sconvolse il paese nel  2003 perchè posto davanti alla sua mostruosità.
E non crediamo neanche a quelli che sostengono il non allarmismo; coloro per i quali in realtà non c'è nessuna emergenza perchè di stupri in India ce ne sono sempre stati, e numerosi. In questa ottica l'aumento di questi ultimi tempi sarebbe solo dato dall'attenzione data dai mezzi di comunicazione.
Non crediamo a questa posizione perchè significherebbe accettare come naturale una situazione inaccettabile. Non ci crediamo perchè i mezzi di comunicazione stanno solo facendo il loro lavoro, diventando l'unico strumento inalterato e incorrompibile di protesta.
In cosa crediamo? Crediamo che la società indiana abbia un problema e che il governo debba prendere provvedimenti. Seri provedimenti.
I blandi indurimenti delle pene hanno determinato un'inversione. I branchi si dirigono ancor più verso gruppi  socialmente inferiori, verso quelle donne che mai e poi mai denuncerebbero uno stupro. Quante volte abbiamo letto di donne di casta bassa violentate  ripetutamente dai palizziotti presso i quali avevano tentato di sporge la loro denuncia di stupro. Quegli stessi polizziotti si fanno corrompere e lavorano loscamente per far trovare tra le parti un accordo, una pacificazione. Come può una donna accettare una pacificazione con chi ha abusato di lei? Della sua dignità? della sua persona?
Accetterebbe mai un uomo, violentato con uno strumento doloroso, di perdonare il suo assalitore? Verrebbe messa a tacere la cosa?
Lo stupro è diventato tristemente arma di guerra e  ferita nel cuore della società odierna.
Una società dove succede tutto questo è la stessa dove la "mano morta" su un autobus, davanti a tutti, viene tollerta. Chi vede, spesso le stesse donne, si  girano dalla parte opposta e fanno finta di non vedere.Chi subisce rimane spesso in silenzio. Chi agisce rimane impunito. Rimane una ferita nell'anima nella prima e la sicurezza di poter agire come si vuole nel secondo. Con questi presupposti la società indiana rifiuta e sbeffeggia la maternità, la femminilità delle sue origini; la profonda essenza della madre terra India, che è femminile, fertile  e generosa. L'affronto alle donne indiane è l'affronto al cuore della terra madre che accoglie un popolo ora offuscato dal progresso economico  e dall'onnipotenza.

4 commenti:

Clara ha detto...

Ci sono dei giorni in cui provo il disgusto a leggere i giornali. I leader politici e religiosi, poi, dicono delle bestialità sulle bestialità che accadono. Tutti noi siamo stati in quella stazione di Delhi, in quel quartiere di backpackers... Sonia, che brutto. Certo, adesso anche qui bisogna sempre tenere gli occhi aperti. Nel quartiere dove vivo sono molto tranquilla, ma quando mi sposto in zone che non conosco non ho più la tranquillità di un tempo (e giro sempre col cellulare, cosa che prima non facevo ad esempio). Un bacione

Sonia.namaste Namaste ha detto...

Cara, ti penso spesso infatti. Non perchè sia preoccupata per te, ma perchè mi spiace saperti consapevolmente presente in questo cambiamento. O in questa scontata e persistente condizione di ieri, di oggi e speriamo non di domani.

carola ha detto...

L'india sta esagenrando,o forse così lo è sempre stata nei riguardi della donna;nè più ne meno che in altri parti del mondo.
Ci sono casi che finiscono sui giornali e casi che sono "di paese" passano del tutto innoservati.
Quella della violenza sulle donne è un atto che si ripete da lungo tempo e in tutte le popolazioni.
Lavorare;è un lungo lavoro culturale e di sensibilizzazione quello che occorre.Le pene lasciano indifferenti, le peno non sono più dure e incisive del rettaggio culturale a cui uomini e ragazzini vengo sottoposti sin dalla più tenera età.
Non sarà mai abbastanza parlarne.Ovunque!.

Sonia.namaste Namaste ha detto...

Hai ragione Carola,
non se ne parlerà mai abbastanza. In India, su un autobus, se qualcuno allunga le mani, nessuno dice nulla. Stanno tutti a guardare e restano musti. Anche le donee. Tutti