venerdì 21 maggio 2010

La letteratura indiana da Torino a Venezia


La letteratura indiana sbarca a Venezia dopo il nutrito interesse accordatogli a Torino. Ospiti di Incroci di civiltà, autori emergenti e accreditati dal pubblico italiano.
Alka Saraogi e Tishani Doshi hanno aperto il "mosaico" indiano presso l'Auditorium di Santa Margherita. Due autrici profondamente diverse, sotto vari punti di vista.
I romanzi di Saraogi sono tra i pochissimi in lingua madre tradotti in italia.
Tishani Doshi è una nuova scrittrice emergente che dopo il recente romanzo pubblicato da Feltrinelli, Il piacere non può aspettare, deve ancora maturare come intellettuale, se mai sarà questa la sua più adeguata attitudine nella vita.Vi consiglio di guardare il suo sito web perchè ne vale veramente la pena!!!!!!!!!!!!
Due scrittrici diverse dunque. Accomunate da un tema.Quello del viaggio. Il viaggio dei romanzi di Saraogi è quello di una nazione, del desiderio della classe media di emergere a guadagnare un'adeguata posizione all'interno di un'India che si sta formando. Ma il viaggio in Bypass al cuore di Calcutta è anche quello all'interno di una famiglia, all'interno della sua quotidianità e allo stravagante punto di vista di un personaggio che trova in una follia disincantata, la prospettiva adeguata per osservare la sua storia e quella del suo paese.
Le parole di Saraogi sono quelle di una scrittrice consapevole, che conosce il suo paese e sa identificarne i limiti.
Il viaggio di Doshi è quello tra India e Galles, tra Occidente e Oriente, tra il bisogno di ritrovare ciclicamente il legame con il proprio paese di origine e il desiderio di conoscere il diverso. Con un linguaggio delizioso e accattivante, Doshi ci fa entrare all'interno dei sentimenti più semplici ed essenziali, quelli familiari e amorosi. Il piacere a varie tonalità: è la ricerca di qualcosa che scalda, che consola, che appaga e rassicura.Il viaggio sembra non concludersi mai. Il ritorno è verso quel posto che chiamiamo "casa" perchè in esso ci troviamo a "casa".La fine sicura del viaggio è quella all'interno di un mondo interiore che ha in sè l'India e il Galles, luoghi vicini e lontani nello stesso istante.
Voci giovani e voci mature. Nuove esperienze e ricordi del passato: due autrici diverse alle quali si chiede, con voce unanime, di essere portatrici del loro paese!
La letteratura indiana è fiction ma può essere anche realtà! Le strade, i volti, le relazioni, gli intrecci, sono lo specchio di un popolo, lo specchio di civiltà che si incrociano (Incroci di civiltà!).E allora? Perchè no? Perchè meravigliarsi se un pubblico curioso vuole conoscere i legami tra scrittura e vita, tra pagine e strade, tra parole e società!

Di Vikram Seth, autore noto a tutti gli amanti della letteratura indiana, compagno di lunghe serate nel PurvaPradesh attraverso le 1600 pagine del suo Ragazzo giusto, non si può dire che una cosa: brillante!
Cosmopolita, poliglotta, artista eclettico e plurigenere, Seth ha conquistato il pubblico veneziano. Si, veneziano. Perchè Seth ama Venezia, la visita spesso e ne apprezza la decadenza, la confusione, gli odori, l'arte, i paesaggi, gli scorci.
In uno dei suoi romanzi più celebri, Una musica costante, si scorgono piazze a campielli della città lagunare. L'attenzione dell'autore arriva fino a Torcello, attraverso una squisita descrizione della Basilica di Santa Maria Assunta scritta tutta in monosillabi.
Seth sorprende il pubblico veneziano per la sua semplicità, per il rifiuto di quella dimensione intellettuale altisonante con la quale si vuole spesso vestire gli autori, per la sua ironia e la sua estrema intelligenza e sagacia. Seth sorprende i veneziani parlando in dialetto veneto, ripercorrendo gli itinerari della città che ama di più, gli stessi che amano i veneziani, quelli popolari, meno conosciuti, meno caotici e turistici.
L'indiano lontano dagli esotismi e dalle spezie sorprende anche gli italiani e la loro cultura letteraria: ama Leopardi e mostra di comprenderlo profondamente; ne apprezza la chiarezza poetica e il romanticismo melanconico, la forza e l'intensità ma, allo stesso tempo, mette in guardia dal facile binomio "melancomia=pessimismo".
Un artista non è solo un romanziere. Seth, romanziere e poeta, sorprende il pubblico sorseggiando vino e descrivendo il suo rapporto con l'arte, il suo amore per la poesia e e la scultura, il suo rapporto con la materia, con il fuoco, con la forma, con il movimento.
Ai veneziani piace anche il suo interesse verso il vetro soffiato e l'apparente "umiltà-umoristica-scanzonata".
Ma il Seth che più sorprende è il poeta, quello di poesie come Earth o Fire, lette in italiano e declamate in inglese con una passione e un trasporto che è rintracciabile solo nei grandi artisti.
Ci lascia con un sorriso ed una promessa: La ragazza giusta, in Italia tra qualche anno. Il libro arriverà a deliziarci, questo è sicuro. Quello che non ci promette è lì'esiguo numero di pagine. A quanto ricorda, per il Ragazzo giusto, voleva scrivere una storia lineare di non più di 300 pagine ma poi, tra un bicchiere di vino e un viaggio di approfondimento, le pagine sono diventate 1600 e gli anni per scriverlo 10! A lui la scelta! A noi l'attesa e la futura, godibile lettura!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

nice blog. thanks
Prem

Silvia Merialdo ha detto...

Attendo con trepidazione la ragazza giusta!
Mi è dispiaciuto non poter vedere la Saraogi... chissà se tradurranno qualche altro suo romanzo in italiano.

Walter ha detto...

Seth ama Venezia e noi amiamo Seth!

Stefania ha detto...

C'ero anch'io a Venezia, ma non sapevo come riconoscerti!

A breve scriverò qualcosa sul mio blog. Sono ancora un po' frustrata dai piccoli battibecchi che ci sono stati e dai problemi di traduzione (sei stata ieri sera all'incontro con Zhu Wen e Hong Ying?). Ma gli scrittori sono stati veramente molto bravi e Vikram Seth simpaticissimo e arguto.

Mi ha colpito molto quello che ha detto Tishani Doshi riguardo al fatto che durante questa settimana in Italia le hanno quasi sempre posto domande sull'India, mentre quasi mai sul suo libro e sul suo lavoro di scrittrice. Credo che in Italia leggiamo ancora i libri di scrittori di paesi lontani con l'intento di conoscere paesi esotici e misteriosi distanti da noi, ma facciamo pochi sforzi per capirne il valore letterario. Domande che si fanno ad uno scrittore indiano non si fanno ad uno francese o americano, e questo è triste. Ma lo scrittore dovrebbe saper riportare il discorso sul binario che desidera e farci capire questo attraverso le sue risposte. Noi come lettori per forza di cose travisiamo un po' quello che voleva dire lo scrittore con il suo libro, d'altronde si sa che nella letteratura ognuno ci trova un po' quello che vuole.

sonia.namaste ha detto...

Ma lo scrittore dovrebbe saper riportare il discorso sul binario che desidera e farci capire questo attraverso le sue risposte

PAROLE SANTE, SANTISSIME

Rakesh kumar ha detto...

Ciao Silvia
prima di tutto ti ringrazio per aver scritto gli articoli sulla letteratura indiana e mi sono piaciuti molto
Volevo chiederti un favore che sono uno studente di M.Phil e scrivo una tesi sulla traduzione delle opere indiane tradotte in italiano soprattutto dall Hindi all inglese per cui ho bisogno dell'elenco o dei siti dove posso trovare queste cose per esempio i nomi dei traduttori, la casa editrice, i nomi delle opere tradotte in italiano direttamente/indirettamente .
Spero che avrò una risposta da te.
namaste e grazie

Rakesh kumar ha detto...

Ciao Silvia
prima di tutto ti ringrazio per aver scritto gli articoli sulla letteratura indiana e mi sono piaciuti molto
Volevo chiederti un favore che sono uno studente di M.Phil e scrivo una tesi sulla traduzione delle opere indiane tradotte in italiano soprattutto dall Hindi all inglese per cui ho bisogno dell'elenco o dei siti dove posso trovare queste cose per esempio i nomi dei traduttori, la casa editrice, i nomi delle opere tradotte in italiano direttamente/indirettamente .
Spero che avrò una risposta da te.
namaste e grazie