sabato 18 maggio 2013

Il Nepal e la Cina: un patto di fratellanza a caro prezzo

La strada per Kodari. Una frana durante il monsone. Luglio-Agosto 2010
Kodari. L'ultimo paese nepalese prima del Friendship bridge, il ponte che collega il Nepal e il Tibet. Un posto umido e poco illuminato dal sole. Un paese di frontiera dove nessuno sembra essere consapevole della propria natura. Non sembra neanche di essere in Nepal. Guardando in alto si vede l'imponenete porta blu che porta alla Cina, al Tibet.

I rapporti tra Cina e Nepal stanno diventando sempre più stretti. L'appoggio dato politicamente dal Nepal al controllo delle minoranze tibetane è ormai noto e riconosciuto. Già dagli anni della resistanza Kampa, sull'altopiano dei sospiri in Mustang, il governo nepalese, allora ancora monarchico, non si era tirato indietro quando, negli anni 60, si è operata una forte repressione desiderata dall'ex celeste impero. Molti guerrieri decisero di uccidersi piuttosto che arrendersi o essere imprigionati.

La fratellanza tra Cina e Nepal è però anche di natura economica. Il Nepal rappresenta un facile sbocco verso il mercato indiano. Di contro il Nepal dipende in gran parte da quella energia idrica che  le riserve tibetane possono garantire. Così, mentre il Buthan cede energia all'India, i cinesi pensano ai vicini nepalesi. L'obiettivo sarebbe quello di assicurare una copertura di energia elettrica almeno per età della quotidianità nepalese. Tale obiettivo, previsto per il prossimo inverno, dovrebbe essere reso possibile dalla costruzione di una centrale finanziata dal Dragone.

Il Friendship bridge tra Nepal e Tibet. Agosto 2011
Anche il rafforzamento del sistema stradale nepalese fa parte di tale politica. I luoghi dove sono rinforzate le infrastrutture non sono casuali: il percorso per Kyirong o per Lo Matang a pochi kilometri dal Tibet. Oggi il Trekking in Mustang lo si può fare in jeep evitando così il fascino e la fatica delle antiche mulattiere dei commercianti del sale.

Kathmandu sta sviluppando, come altre città del mondo, un vasta Chinatown. All'apparenza non sembra visibile perchè i cinesi stanno acquistando le attività commerciali che risultano sulle retrovie. I grandi alberghi o i ristoranti. I prodotti dei bazar o dei mercatini rionali nei parchi sono esclusivamente made in China.

Cina e Nepal sono inoltre vicine politicamente. Il potere maoista nepalese, sebbene originato da cause e persorsi diversi, ha molto in comune con alcune correnti del maoismo cinese ancora in voga. Il controllo, l'intimidazione e l'imposizione di un principio da applicare o far  rispettare a tutti i costi sembrano gli stessi.

Oggi l'amicizia sempre più stretta tra i due paesi rende possibile nuove regolamentazioni dei confini. I permessi giornalieri dei nepalesi per l'ingresso in Tibet rendono possibili traffici di ogni genere: merci denaro e persone. Le ragazze nepalesi sono spesso vittime di un commercio del sesso che ha scarsissimo controllo. La maggior parte delle volte le protagoniste sono poco più che bambine.

2 commenti:

Elisa Chiodarelli ha detto...

insomma, la Cina, a volte in modo eclatante, la maggior parte delle volte in modo più indiretto e invisibile, crea i ponti che le serviranno per conquistare.
sembra quasi gli stati uniti!

buona domenica, cara!

Sonia.namaste Namaste ha detto...

Eh si...e si un'invasione lenta e silenziosa nella quale chi è debole non può che soccombere