martedì 11 gennaio 2011

Sincretismo impossibile

In occasione dei recenti attentati ai cristiani copti si è discusso molto a proposito delle intolleranze religiose, delle persecuzioni  di questi ultimi tempi.
Con una sommaria interpretazione sembrerebbe quasi che l'unica religione il cui culto è ostacolato sia quella cristiana, in tutte le sue forme.
In verità è opportuno riflettere sul fatto che il sincretismo pacifico è un qualcosa di profondamente difficile da realizzare, e non solo oggi.
La difficoltà da parte dell'uomo di vivere pacificamente rispettando le differenze altrui si è spesso nascosta dietro apparenti motivazioni di carattere territoriale, politico ed economico.
E' opportuno ricordare che a soffrire la persecuzione non sono solo i cristiani.
Gli esempi vicini e lontani sono innumerevoli. Si va dal genocidio alla "semplice" intolleranza, più o meno violenta.
Lo sterminio degli ebrei è solo il mesto e tragico finale di una diffidenza verso i semiti perpetrata per secoli da popolazioni in  tempi e loghi diversi.
Che dire poi delle crociate? Possiamo dire, oggi, che le motivazioni fossero solo di carattere economico -territoriale? Come interpretare la prospettiva di salvezza  eterna, per chi moriva in battaglia, proposta da Urbano II nel 1095.?
E gli armeni? Una minoranza tristemente sgradita ai turchi!
Ancora oggi il conflitto tra israeliani e palestinesi infiamma l'Oriente.
Per rimanere in ambito islamico, l'opposizione tra sciiti e sunniti non ha certo una valenza solo politica!
Dal 2007 si sottolinea la tragica condizione dei cristiani in India. In stati come l'Orissa, il Gujarat e il Karnataka gli episodi di intolleranza sono numerosissimi.
Ma chi è veramente "il cattivo"?
Il contrasto tra hindu e musulmani insanguina il paese da anni.
Le ingerenze dell'estrema destra hindu (e non solo) nel paese non sono certo un mistero.


  • Le migliaia di morti hindu e musulmane al momento dell'Indipendenza indiana
  • Il massacro sikh nel 1984
  • La distruzione della Babri Masjid nel 1992 ( fomentata dal BJP) e il massacro di musulmani del 1993 che ne è seguito
  • Il Pogrom musulmano in Gujarat nel 2002: la vendetta per il presunto attentato contro un treno che trasportava pellegrini hindu (53!)determinò la morte di 2.000 musulmani, lo stupro collettivo di centinaia di donne e lo sfollamento di 150.000 persone

Non ci sono buoni e cattivi. La verità è che non esiste una religione più perseguitata delle altre. Non esiste una religione più aggressiva o più terroristica. La verità sta nel fatto che l'uomo, per natura, vuole affermare se stesso.
Salman Rushdie, in una recente intervista, ha auspicato la possibilità di un mondo pacifico solo nell'eventualità che vengano eliminate le religioni. Ma l'uomo ha bisogno di Dio, quasi geneticamente, a qualsiasi longitudine. Fino a quando il nostro Dio, qualsiasi esso sia, vincerà sul "Dio-denaro", dobbiamo sforzarci di rendere la nostra convivenza il più possibile  tollerabile e tollerante.

Gandhi scriveva:

TUTTE LE FEDI SONO VERE E IMPERFETTE

5 commenti:

donMo ha detto...

Trovo molto opportuno questo tuo richiamo: è vero che quella cristiana non è l'unica religione perseguitata. Per quanto mi riguarda, trovo una sorta di persecuzione anche i divieti e gli ostacoli che i musulmani incontrano nel nostro Paese (e specialmente in alcune sue aree) nell'esprimere pubblicamente la propria fede.
Quanto alla frase che citi di Salman Rushdie, ne preferisco un'altra di Hans Kueng: "Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni. Non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni"

Domenico ha detto...

Tutto vero, Sonia, ma a me pare che i conflitti religiosi di solito hanno ben poco a che fare con la religione, ma molto con il potere, la poltica, il territorio, le risorse. Il fondamentalismo induista per esempio, oggi come al tempo della partizione, è fomentato, alimentato, finanziato dalla politica e dalla 'dialettica' partitica. Anche perchè non c'è niente di più lontano dall'induismo che il fondamentalismo, l'integralismo, il dogmatismo.

sonia.namaste ha detto...

Hai ragione Domenico, il problema non è nell'induismo ma in chi pensa di servirsene per i suoi scopi. Vedasi BJP, RSS, VHP.L'impronta che amaramente rimane è quella religiosa. Ciò è insopportabile.

Sunil Deepak ha detto...

Per ogni singolo episodio di violenza legata alle religioni, si può ragionare in maniera razionale e si può cercare "il colpevole", ma come ha scritto Domenico, dietro la cosidetta violenza delle religioni, vi stanno tanti altri fattori. Magari un giorno potrà nascerà anche una nuova religione basata sulla dichiarazione universale sui diritti umani, ma anche per quello forse troveranno le giustificazioni per uccidere!

sonia.namaste ha detto...

Hai ragione. La cosa triste è che spesso si usa la religione per motivare la violenza, anche quando non c'entra nulla.
Sicuramente ci sono vari fattori ma quello che purtroppo rimane è la matrice di un atto. Una matrice che non riguarda quell'atto ma che sembra volerlo motivare.
Ogni atto di terrorismo ha diverse implicazioni, questo è lecito, quello che non sopporto è l'idea che l'apparente motivazione che motiva questi eventi sia solo l'incompatibilità religiosa tra popoli.

-I cristiani a Capodanno non sono morti in quanto cristiani
-i msulmani a Mumbay e in Gujarat non sono morti in quanto musulmani

Ma si è voluta far passare questa motivazione. E' questa motivazione che fa eco.
La presenza di altri fattori, purtroppo, non elimina quello che rimane tristemente evidente.
Il BJP, che ha mosso molti degli atti criminali, agisce sicuramente seguendo moltissimi fattori ma quello che sponsorizza è la rivendicazione dell'identità hindu. Un'identità che non ha nulla, dico nulla di violento! Questo è intollerabile. La strumentalizzazione della religione.