giovedì 11 febbraio 2010

Il mio Nepal...


...non se la passa certo bene in questi ultimi tempi.
Fortunatamente da un po' di tempo la bufera degli ex guerriglieri sembra rientrata. Con Prachanda il grosso dell'esercito è stato stabilizzato. Numerosi sono però i guerriglieri che rimangono senza una precisa collocazione.
La disoccupazione è alle stelle e la capitale è bloccata dai continui tagli di corrente. A quanto pare però i lavori per la Costituente sono ripartiti, incredibile ma vero!
Gli amici nepalesi mi parlano di momenti difficili.
Pochissimi sono quelli che possono permettersi di espatriare. Il governo ha serie difficoltà a rilasciare i passaporti. Nel frattempo cosa si può fare? lavorare la terra. Quella del contadino nepalese è una condizione molto difficile. Quest'anno il clima non ha garantito buoni rapporti e i prezzi al dettaglio continuano a salire.
Proprio oggi leggevo sul blog di Enrico della difficoltà per i bambini. Uno dei più gravi problemi è infatti quello dell'educazione.Spesso le strutture non sono adeguate.Il problema più risonante è però quello della frequenza. Se penso all'educazione mi viene in mente Surya, all'immagine del suo fratellino che non vuole andare a scuola. Da bravo fratello maggiore, quando lo trova a bighellonare nei pressi del fiume, lo prende per un orecchio e lo porta dal maestro. Peccato che non tutti i bambini nepalesi abbiano un fratello maggiore che crede nel valore della conoscenza. I nepalesi non sono ignoranti, anzi! Il problema sta nella fiducia nel cambiamento. Tutto può cambiare, ne sono sicura

2 commenti:

niki ha detto...

Sonia... non sono ignoranti? Me se è il loro problema principale. Farli ragionare è una fatica da Ercole, perchè non sono abituati a pensare, anche grazie al loro sistema scolastico. Io con i maoisti ci litigavo dicendo, ma che scuole di muratura! Meglio che i bambini vadano a scuola sotto un albero ma che il maestro gli insegni qualche cosa!
Scusami, ma per me è troppo preso girare un blog come il tuo. Mi è già venuto un attacco di dolori allo stomaco. E se poi penso a Ragesh, Karana e Sulav, alle prese con la vita che costa troppo... o signore! Speriamo che prima o poi possiamo fare qualche cosa per loro!

sonia ha detto...

cara nicoleta, non era mia intenzione farti ricordaremomenti brutti. Volevo solo mettere in evidena una situazione interna difficile, e tu sai meglio di me quanto e' vero.
Il mio blog non e' sul nepal e non ha la pretesa di cercare la perfezione li' dove e' impossibile. Facevo solo una riflessione su un sistema che ha i suoi limiti e le sue potenzialita' inespresse.